opere

L'arte di Eugenio Magno rappresenta uno dei più validi aggiornamenti espressivi della grande scuola vedutistica partenopea. Pur restando infatti devoto ed affezionato alla maniera dei paesaggisti ottocenteschi, Magno immette nei suoi dipinti elementi di novità che posso leggersi come un passo in avanti, una successione ulteriore all'interno di questo illustre genere della tradizione pittorica. Scrutando attentamente questi panorami, piazze, marine, si percepisce chiaramente una coesistenza della componente espressionista, nella scelta dei colori e nella resa dei soggetti, con quella impressionista nel tratteggio degli elementi compositivi. Trovarsi dinnanzi ad un dipinto del Magno è sinonimo chiaro dell'incontro – dialogo con una natura che l'artista ci restituisce in una dimensione bucolica di assoluta serenità, una natura mai maligna,ostile ma sempre ricca di novità. Non esiste disegno preparatorio, non esiste bozza o costruzione preliminare ma l'approccio è quello spontaneo del ricordo, è la visione di un tassello di memoria, di un immagine cara che l'autore realizza fondendo l'elemento reale di ispirazione con aggiunte geniali di pura invenzione. Potremmo definire quindi le opere di Eugenio Magno come squarci della memoria, pezzi di un unico, grande universo in cui l'uomo non è nè padrone né protagonista ma elemento minore, mai lo troviamo in primo piano infatti, essere inconsistente, semplice accessorio di movimento in composizioni sempre perfettamente bilanciate ed equilibrate. Ma se l'elemento umano è ai margini, tutto ciò che è meccanica testimonianza della nostra società viene ad essere addirittura assente come rigettato fuori per non intaccare minimamente quelle atmosfere lievi ma estremamente vitali che vengono generate da un'impalcatura coloristica che si esalta al cospetto di una luce modellatrice ed armoniosa

Ilario D'Amato