biografia Eugenio Magno

Eugenio Magno nasce a Napoli nel 1944. Fortemente attratto dal paesaggismo dei grandi maestri partenopei dell'Ottocento e del primo Novecento, da autodidatta si cimenta precocemente nel campo pittorico producendo, già alla tenera età di 14 anni, opere di un certo rilievo artistico che vengono giudicate positivamente dal pittore Francesco Galante. Proprio Galante così come Giuseppe Buono, Giacinto Gigante, Eduardo Dalbono, Giuseppe Casciaro possono considerarsi come i veri e propri maestri putativi di Eugenio Magno, sua fonte d'ispirazione e punti fermi della sua formazione artistica. Terminato il liceo scientifico Magno si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza ma la sua passione per la pittura di paesaggio continua ad essere coltivata e praticata attraverso la produzione di opere di medio - piccolo formato di fattura pregevolissima. Non tarda ad arrivare la prima mostra personale dell'artista che viene organizzata dal comm. Eduardo Petrillo Giannini nel 1966 al Circolo Cannottieri di Napoli. La mostra ottiene un immediato successo di critica e di pubblico che si ripeterà qualche anno più tardi con la mostra organizzata in Via Bernini (Napoli) alla Galleria Plaza che lo porterà a ricevere il premio A. Lauro. Dopo essere stato "artisticamente battezzato" dal pubblico partenopeo con queste due mostre che segnano l'inizio di numerose esposizioni che l'artista terrà in Italia e all'estero, Eugenio Magno inizia ad essere considerato, per la qualità ed il livello della sua arte, come il degno erede della illustre scuola di paesaggio napoletana di cui rappresenta un valido ed aggiornato approfondimento. All'inizio degli anni Settanta si inaugura a Napoli, in vico Belledonne a Chiaia, la sua galleria personale nella quale inizia ad esporre regolarmente le sue opere e successivamente anche quelle degli altri Novecentisti napoletani. Nel 1973 Eugenio Magno tiene la sua prima personale milanese alla "Galleria Baguttino" di Milano. L'intera mostra viene acquistata nel giro di poche ore da diversi collezionisti milanesi e stranieri. La strada per la consacrazione al grande pubblico è ormai spianata. Nel 1975 Magno riceve a Roma il "Marcaurelio d'oro" per meriti artistici. Nel 1976 và in scena una delle mostre più importanti dell'artista alla galleria "Ars Italica" di Milano. La mostra viene visitata dal Procuratore generale della Repubblica Paulesu, dal sindaco di Milano Aniasi e dalle maggiori autorità dell'epoca, per l'occasione la Rai TV realizza un servizio per il telegiornale nazionale, e lo scrittore,pittore e giornalista Romano Battaglia scrive: "Eugenio Magno è molto giovane ma conosce e sa come un vecchio maestro, impasta bene i colori, sa rapire gli attimi fuggenti di cose , paesi, persone e non si lascia mai ingannare dall'erba grama della mediocrità. La sua pittura parla il linguaggio chiaro della vera pittura, e il suo mondo è ricolmo di poesia. E i poeti hanno bisogno di presentazioni?". Negli anni che seguono Magno legherà il suo nome a diverse e numerose esposizioni personali e collettive selezionate sia a Napoli che in altre città come Milano, Cremona, Arezzo, Savona, Genova, Barletta, Catanzaro, Bari, Firenze. Nel 1981 arriva uno dei riconoscimenti più ambiti del nostro panorama nazionale, il Comune di Milano conferisce ad Eugenio Magno l'Ambrogino d'oro per meriti artistici e nel 1985 il Ducatone d'argento. Le sue "marine" i suoi paesaggi così finemente torniti hanno conquistato progressivamente il pubblico e la critica nazionale ed internazionale, addirittura uno dei suoi dipinti ("Crepuscolo Partenopeo") ha ispirato la celebre canzone "O Castiello mmiez' o mare" del maestro Roberto Murolo come dichiarò egli stesso nel 1972. La sua galleria a Chiaia chiude i battenti nel 2001. Attualmente Eugenio Magno vive e lavora a Napoli dove continua a dipingere e ad esercitare la professione di perito esperto di opere pittoriche del Novecento napoletano e di consulente tecnico per il restauro antico e moderno. La produzione artistica di Magno è stata recensita su autorevoli testate giornalistiche nazionali come "Il Mattino", il "Roma", il "Corriere della Sera", "Il Giorno", "Il Secolo XIX", "Il Messagero", "L'Europeo", "Il Tempo". Per quanto riguarda la stampa di settore l'artista è inserito nel Catalogo Nazionale Bolaffi, nell'Annuario Generale Arte Moderna, nell'Enciclopedia Arte Moderna n.1, nell'Enciclopedia Arte Contemporanea Mondadori, artisti visivi 1974, il quadrato, pittori contemporanei mercato artisti e molti altri ancora. Le sue opere sono state presentate nelle più qualificate case d'aste nazionali ed internazionali e sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private.

Ilario D'Amato